dare una spinta. questo è l'intento.
lavorando conosco ed imparo ad apprezzare molte persone le cui attività meritano di essere fatte conoscere per agevolare come possibile il loro successo.
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altro intento dichiarato è aiutare a mettere a fuoco alcuni temi che pur essendo di dominio pubblico non ottengono l'attenzione che secondo me dovrebbero per i risvolti e le influenze che hanno sulla nostra vita.

giovedì 14 ottobre 2010

the debt clockin'

interessante iniziativa dell'economist.
hanno creato un osservatorio del grande dramma di questi anni.
una crescita dei debiti pubblici superiori agli andamenti dei prodotti interni nazionali e alle facoltà dei paesi di sostenerli.
per alcuni paesi, in rosso, questo è ancora più problematico.
o si ritrova competitività, pil, crescita, o si devono ridurre le spese.
qualche paese ha intrapreso guerre valutarie e atteggiamenti protezionistici, altri languiscono nel contenimento dei deficit.
è importante seguire le evoluzioni di queste componenti per saper fare le nostre scelte.

economist world global debt clock

venerdì 17 settembre 2010

think global - act local

questa estate, leggendo, ho "scoperto" la storia che sta dietro la vicenda umana che ha condotto questa donna, wangari maathai, al nobel per la pace del 2004.
candidamente osservava dalle sue parti, in kenia, che non c'erano più foreste e legna, i corsi d'acqua erano ridotti a rigagnoli pieni di pesticidi dalle fattorie a coltivazione intensiva, i terreni erano stati disboscati per costruire palazzi e campi da golf.
ha collegato che la sequenza alberi - acqua - sviluppo si era inceppata demenzialmente.
per dare speranza di vita, di sviluppo, alla sua gente doveva ripartire da capo. piantare alberi, per far rivivere la terra, che da vita all'uomo.
è così riuscita a generare un movimento, il greenbelt movement, con il quale ha piantato 40 milioni di alberi nella regione e l'obiettivo è ancora più ambizioso. e si deve parlare di alberi autoctoni e non europei da giardino. l'onu stessa ora ha una campagna illuminata detta billion tree campaign, enviroment for developement.
anche per contrastare le apocalittiche tempeste di sabbia su pechino hanno scoperto che l'unica vera risorsa è tornare a piantare gli alberi che erano stati abbattuti in epoche precedenti.
purtroppo in altre aree il cammino è ancora diretto voracemente in senso opposto. dal brasile all'indonesia e malesia il vecchio modello di sviluppo continua ad essere quello imperante che inevitabilmente conduce all'impoverimento del territorio che ormai abbiamo scoperto non essere infinito. i famosi limiti dello sviluppo sono sempre più vicini.
"quando pianti un albero e lo vedi crescere ti succede qualcosa dentro. è una strategia per dare forza alle persone che sentono di avere in mano il proprio destino."
grazie prof.sa maathai.
e dalle nostre parti, nelle nostre campagne, che situazione abbiamo?

mercoledì 30 giugno 2010

università e cyberspace.


l'era del network non esiste.
il fascino dell'affermazione e della tesi a sostenerla confermano la grandezza di sterling, scrittore di fantascienza statunitense. avevo letto il suo "parco giochi con pena di morte".
in un ciclo di conferenze organizzate al politecnico di torino sull'università e cyberspazio, sterling coglie sul vivo in un tema che oggi pensiamo rappresentativo del futuro e che lui sviluppa in prospettiva.
mentre con rifkin - la civiltà dell'empatia - guardiamo alla potenzialità della società espansa organizzata non più in senso geografico, o ideologico se non religioso, ma in spazi astratti virtuali, 2.0 direbbe qualcuno, dove gli individui si aggregano per fasce di vicinanza empatica per temi sui quali si sentono coinvolti, e con la possibilità di aggregarsi in network solidali, sterling già ci avvisa che non esiste questa illusione.
certo avvisa anche di non essere un cinico, mentre noi passiamo ore davanti a questi schermi tonti sperando che scrivendo su tutti questi spazi virtuali di trovare qualcuno, da qualche parte, che ti noti e possa dirti " è vero, son d'accordo". pazienza se è un barbiere nelle filippine.

dai cantastorie dei villaggi, attraverso la radio e la televisione, per esplodere nell'era internet, networks e twitter mandiamo messaggi nel vuoto sperando che qualcuno decodifichi quell'impulso primordiale che ci spinge inesorabilmente verso un prossimo.
un pò per bisogno un pò perchè nella natura stessa del dna che ci ha aiutati ad evolvere e sopravvivere una natura matrigna. spesso crudele.
grazie all'aggregazione sociale.
un sottile equilibrio tra la guerra verso un esterno, il nemico, e la guerra civile. così come nel proprio intimo tra il nostro equilibrio e l'incontro scontro con il prossimo nostro.

infondo penso che il network inteso sia in prospettiva dal futuro con sterling che verso un futuro possibile insieme a rifkin è una enorme occasione di fare un passo avanti nell'impossibile sforzo di comunicare.
lo dico mentre osservo coppie sedute allo stesso tavolo al ristorante parlare al telefonino con altri.
mentre si deve riempire di faccette le proprie chat.
quando lanci un twitt al mondo e scopri di non esistere.
perchè non hai un network.

consiglio il suo blog

venerdì 14 maggio 2010

La pericolosa geopolitica della scarsità alimentare


La pericolosa geopolitica della scarsità alimentare



oggi è a torino lester brown, fondatore del Worldwatch Institute e fondatore e presidente dell'Earth Policy Institute (www.earth-policy.org).
dal 1974 guida il Worldwatch Institute , l'istituto "osservatorio del mondo" per studiare un mix di aspetti che condizionano le nostre società correlando strategicamente economia, ambiente, socialità e politica.
ogni anno redige un interessantissimo volume, lo "State of the World", tradotto in oltre 30 lingue e che brown lanciò, la prima volta, nel 1984.

brown scrive: "La crescente insicurezza alimentare sta quindi introducendo una nuova dimensione nella geopolitica della scarsità, con la possibilità di spostarsi al di là dei confini nazionali nella competizione per l'acqua e per la terra. Molte acquisizioni si svolgono in paesi affamati e poveri, dove sottraggono la poca terra fertile agli abitanti. Il rischio è che crescano la fame e l'instabilità politica, portando ad un aumento del numero di stati collassati."

la correlazione tra la limitazione delle risorse naturali e lo sviluppo umano nell'ambiente finito stanno per entrare in collisione definitiva. brown lo descrive e segnala vie nuove di organizzarsi.

consiglio la lettura di questo ottimo articolo per farsi un'idea, e quella del libro che commenta.



mercoledì 5 maggio 2010

leggevo sulla Libertà di manifestazione del pensiero

certo non bisogna dare nulla per scontato nella vita.
non si ringrazierà mai abbastanza tutte le genti che hanno dato anche la vita per creare e poi per difendere diritti fondamentali dell'uomo.
penso al risorgimento italiano.
ci sono paesi ancora oggi al mondo dove non sono possibili.

ogni tanto trovo saggio onorare alcuni di questi diritti rileggendo la semplicità dei loro fondamenti confrontandoli con quanto è complicato saperli difendere. ogni giorno.
la libertà di parola e di manifestazione del pensiero è oggetto recentemente di alcune insane attenzioni.
e si sa la libertà la si perde nel silenzio, un pò ogni giorno.

L'art. 21 della Costituzione italiana stabilisce che:

  • Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
  • La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948:
  • Art. 19 : Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

La libertà di espressione è sancita anche dall'art. 10 della

Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali

ratificata dall'Italia con l. 4 agosto 1955, n. 848:

  • 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
  • 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
eppure. senti minacciata la tua libertà di espressione?

lunedì 26 ottobre 2009

un invito all'azione con 350.org

Per affrontare i cambiamenti climatici, dobbiamo muoverci con decisione e tutti gli abitanti della terra devono essere sensibilizzati a muoversi insieme.
questi prossimi anni saranno assolutamente cruciali per le decisioni strategiche.
Il prossimo dicembre i leader mondiali si riuniranno a Copenaghen, in Danimarca, per scrivere un nuovo trattato globale sulla riduzione delle emissioni.










purtroppo sarà verosimilmente un altra manifestazione di impotenza nell'agire contro una dinamica che parla chiaro: il riscaldamento globale avanza più rapidamente che mai e gli esseri umani ne sono responsabili.
Il riscaldamento globale è causato dal rilascio dei gas a effetto serra nell'atmosfera. Il gas ad effetto serra più comune è il diossido di carbonio.
Si tratta di un problema importante perché il riscaldamento globale compromette il delicato equilibrio che rende possibile la vita sulla terra.
Un cambiamento di pochi gradi della temperatura può stravolgere in maniera drammatica il nostro pianeta e minacciare la vita di milioni di persone in tutto il mondo.

fatto questo preambolo la 350.org è un invito all'azione.
la dinamica è reversibile. se la si affronta a livello globale.
pensa a cosa potresti fare anche tu.
quando voti. quando fai la spesa. quando ti muovi. quando scegli. quando viaggi. quando mangi.
abbiamo più potere di quanto sembri nelle piccole azioni quotidiane.
chi sa dare vita ad una azione può contare sulla mia collaborazione.

www.350.org

giovedì 23 luglio 2009

home - il nostro pianeta. l'unico.



segnalo questo eccezionale documento che sa cogliere l' interdipendenza della diabolica azione umana e la fragilità della vita sul pianeta terra.
da tempo si è passato l'equilibrio tra la nostra attività e le risorse disponibili e stiamo muovendoci verso punti di non ritorno.
perchè non esiste un dibattito adeguato?
se non già per la natura stessa almeno per uno spirito di autoconservazione della nostra specie.
nel corso della nostra generazione.

mercoledì 13 maggio 2009

continuare a sognare o agire?

Il 21 maggio 2009 ore 19.30 parteciperò presso “Imbarco del Re” da Perosino, Viale Virgilio 53, Torino ad un incontro con un autore che introdurrà l'argomento del suo nuovo libro.

Sebastiano Zanolli - IO. SOCIETA' A RESPONSABILITA' ILLIMITATA.
Sebastiano Zanolli fa il manager, un manager un po’ atipico. ha lavorato con alcune grandi aziende, tra cui Diesel, di cui è stato General Manager per la filiale italiana. Dall’Aprile del 2007 ricopre la funzione di Amministratore Delegato di 55DSL, azienda streetwear del Gruppo Diesel.

Vi sottopongo la prefazione di Diego Dalla Palma:

Concetti utopici e belle parole ad effetto.
Ecco di cosa sembrerebbe farcito questo libro dove l’autore – in un’epoca malata di opportunismo e di cinismo come quella che stiamo vivendo – si dice convinto che esista ancora gente capace di credere nella realizzazione di un sogno, migliorando così la propria condizione sociale ed economica.
Per raggiungere la meta, l’autore esorta a riscoprire concetti come fiducia, perseveranza, coraggio, responsabilità, solidarietà, energia creativa e fede. Lo scopo è chiaro: suggerire formule e strumenti per riflettere e per trasformare quell’io sognatore in una “Società a Responsabilità Illimitata”.
La responsabilità per raggiungere o meno un traguardo o un successo professionale, secondo l’autore, è nostra, individuale, singola e di nessun altro. Agire è la via migliore per aiutare gli altri e noi stessi, la via migliore per “realizzare sogni in un mondo senza sonno”.
Facile a dire, penserete voi: bastasse volerle le cose per ottenerle…
Spesso, invece, è proprio così. Ecco perché questo libro non contiene soltanto belle parole e concetti utopici ma è ben altro.
E proprio io ne sono una prova provata, un testimonial ideale.
Il senso di solidarietà e di responsabilità verso il prossimo, il coraggio di osare, la perseveranza nel tenere duro, l’energia creativa, ma soprattutto la fiducia e la fede in me stesso e nelle mie possibilità hanno trasformato davvero il sognatore che ero ( e che per fortuna, continuo a essere) in una Società a Responsabilità Illimitata.
Sono certo che, dopo aver letto questo libro, non tutti ma almeno alcuni riusciranno ad alzare la voce sopra il fastidioso brusio dei rassegnati e dall’indisponente vocio degli ignoranti presuntuosi.Cominciate da adesso. E abbiate fiducia e forza d’animo.

Promette bene.

mercoledì 4 marzo 2009

banca della memoria

devo subito parlare, e con entusiasmo di una iniziativa che mi ha molto appassionato.

a tutti è effettivamente capitato di venire a contatto con l'esperienza di una vita di persone che stimiamo. sentirle raccontare le profonde verità di una vita di sforzi.
o di momenti irripetibili, sia storici che quotidiani, che ci condizionano ancora oggi su piano sociale e lavorativo magari.
frammenti che non troveremo mai sui libri di storia o in quello che impariamo a scuola.

ed arrivare a pensare che tutta questa conoscenza potrebbe andare perduta, nel frastuono dell'incedere dei nostri giorni, spesso così abbagliati ed accecati dalle luci dei supermercati all'ingrosso.

questo gruppo di persone di torino, anche grazie alla regione piemonte, è riuscito a concretizzare l'idea di rendere questo materiale disponibile, accessibile al pubblico in cerca di elementi diretti del racconto di chi l'ha vissuto.
senza dover necessariamente farne audience o rispettare i tempi dei commercials.
con i limiti umani di chi racconta, delle sue percezioni personali.
perchè non è un attore e non è diretto da un'abile regia.
frammenti di verità, schegge di realtà. unplugged direi.

tutti possiamo collaborare ad aumentare un patrimonio comune di memoria.
www.bancadellamemoria.com

mercoledì 28 gennaio 2009

un momento epocale


la cina, repubblica popolare cinese, è diventata la terza economia del mondo, dietro a Usa e giappone, e davanti per la prima volta alla germania.

hanno fatto decisamente tanta strada e con un impegno impressionante, se pensiamo ad inizio anni novanta, facilitati dalla miopia occidentale che ha visto una irripetibile occasione di mano d'opera a basso costo, costi di impatto ambientale nulli, garanzie sulla qualità inesistenti, mentre da noi ci garantivamo sempre più.

la politica sul prezzo è stata vincente.

oggi hanno uno dei fondi sovereign più rilevanti, in grado di condizionare i mercati delle materie prime e le politiche di molti paesi. detengono il 30% del debito pubblico americano.
mentre il reddito procapite cinese è di 3.000$ i tedeschi hanno procapite 38.800$.