qualche
parola a difesa del nostro euro. in questi giorni dove stormi di
corvi di euroscettici impazzano gonfiando le ansie e le
preoccupazioni che producono disaffezione e smarrimento. oltre a
disoccupazione.
sono
sempre stato un euro-entusiasta, fin dagli anni 80, quando ho
cominciato a leggere quotidiani ed a farmi una cultura mi è sempre
sembrato un sogno poter sperare ad una europa unita che faceva
crescere le proprie genti arricchendole con le differenze di cui era
composta. l'ho viaggiata spesso e conosciuto con sempre maggior
interesse ogni tipologia classica e meno classica di cittadino
europeo valorizzandone sempre differenti peculiarità e rendendomi
conto che qualcosa di intangibile ci unisce inequivocabilmente. non
mi son mai voluto arrendere che fossimo il vecchio continente e che
la fiaccola dello sviluppo fosse migrata da tempo verso le americhe.
e poi più in là. con il crollo del muro di berlino, con quello che
rappresentava, si apriva una fase riformatrice dove tutto era
possibile e come premessa si è arrivati alla unificazione delle
valute del 2002. tutto questo doveva essere solo un primo passo per
procedere verso una puntuale integrazione politica e civile. non mi
interessa in questa sede pensare a tutti i piccoli "dettagli"
che sono stati sottovalutati e mal interpretati per arrivare a questo
risultato. anche io sono sempre stato tra quanti
hanno evidenziato sempre critiche, ma solo come lo fa chi ama
qualcosa e a cui dispiace che gli venga trattata male o svilita casa
propria. ma guardare solo i dettagli spesso non consente di
vedere "the big picture".
il
lavoro dell'unificazione come lo sta democraticamente avviando
l'europa non è mai stato tentato prima ed è un'ipotesi inaudita
anche nelle modalità per il rispetto delle piccole necessità
locali. ma è all'altezza dei tempi. la globalizzazione pone sfide ed
organizzazioni che se divisi nessuno stato comunitario potrà mai
affrontare. rimarremmo fagocitati dall'impeto degli altri gruppi
continentali economicamente e politicamente organizzati.
mentre
invece molto si potrà contribuire uniti anche per i valori umani di
cui siamo culla e storici riferimenti.
pertanto
la mia personale speranza è che si riprenda il cammino unificatore
al più presto sotto tutti gli aspetti e si lascino alle spalle le
locali patetiche esigenze ed egoismi che sinora hanno impantanato il
progetto gonfiando solo i debiti pubblici.
inefficienze
e miopie sono alla base dell'attuale stagnazione e pensare che ci
siano sconti è infantile.
spero
che ogni paese faccia responsabilmente la sua parte. ci sarebbe solo
da guadagnarci. e non parlo solo di euro...
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