dare una spinta. questo è l'intento.
lavorando conosco ed imparo ad apprezzare molte persone le cui attività meritano di essere fatte conoscere per agevolare come possibile il loro successo.
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altro intento dichiarato è aiutare a mettere a fuoco alcuni temi che pur essendo di dominio pubblico non ottengono l'attenzione che secondo me dovrebbero per i risvolti e le influenze che hanno sulla nostra vita.
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venerdì 11 novembre 2011

unire i puntini...

unire i puntini. che figura si disegna?
negli anni 90 leggevo che con la continua deforestazione e distruzione degli ambienti naturali a favore della cementificazione urbana il mondo, carico di CO2 sarebbe diventato progressivamente più caldo. avrebbe portato al disgelo delle calotte polari con innondazioni in alcune parti del globo e desertificazione in altre.
il dibattito, i dubbi e la ricerca di dati di supporto alle tesi si protrae ancora oggi.

ma sapete cosa è successo? proprio quello.
le foreste equatoriali vengono spremute per allevamento, materiali pregiati, miniere, culture anche a fini di biocarburanti. approfondimenti su link unimondo .

l'aumento della CO2 scalda il pianeta come mai prima. da tempo si staccano iceberg dai poli e la ricostituzione della massa ghiacciata è sempre più ridotta. ormai siamo oltre il punto di non ritorno, verso quali equilibri ci porta questa evoluzione? approfondimenti su link greenme.it
corrieredellasera
cnn
 
ora, visto che tutto questo è scolastico, perchè stupirsi quando accadono fatti locali come quelli delle alluvioni di genova? approfondisci su bloggrillo



o quando si notano le desertificazioni anche qui da noi, riportate da tutte gli organismi regionali ambientali e tranquillamente ignorate dai nostri collegi politici che continuano a costruire ciecamente. approfondisci su petrolioblogosfere


le conseguenze è evidente che saranno fame, emigrazione, conflitti.
leggiamo dell'amazzonia e dei poli come se fossero argomenti lontani.
eppure sono già sotto casa. a portata di elettore.


mercoledì 29 dicembre 2010

lo spazio finito

E' difficile rendersi conto quanto l'attività umana sia stata invasiva per l'ambiente in un modo completo.
dal piccolo spazio dove viviamo ci sembra sempre che esista una frontiera dove comincia la campagna e poi magari addirittura boschi e terre ancora libere.
quando si parte in aereo, di sera, dagli aeroporti della pianura padana, si può cogliere una visione d'insieme, grazie a tutte le luci che abbiamo installato per la nostra attività nel territorio, una impressione generale dell'impatto che abbiamo provocato.
non già solo in termini di inquinamento luminoso, ma proprio di fine dello spazio. quello aperto, disponibile. il concetto stesso di frontiera.
ormai è solo un susseguirsi di perifierie. come si vede da questa recente foto dallo spazio della nostra italia. ridotta ormai ad una unica città.
perchè non esiste un dibattito e un'azione lungimirante neanche su questi aspetti?

aggiorno i miei appunti con questi dati tratti da un articolo di carlo petrini:
l'equivalente della superficie di Lazio e Abruzzo messi insieme, più di 3 milioni di ettari liberi era sparita in soli 15 anni, dal 1990 al 2005. Dal 1950 abbiamo perso il 40% della superficie libera, con picchi regionali che ci parlano, secondo i dati del Centro di Ricerca sul Consumo di Suolo, di una Liguria ridotta della metà, di una Lombardia che ha visto ogni giorno, dal 1999 al 2007, costruire un'area equivalente sei volte a Piazza Duomo a Milano.
l'articolo completo qui: carlo petrini "salviamo l'italia"