dare una spinta. questo è l'intento.
lavorando conosco ed imparo ad apprezzare molte persone le cui attività meritano di essere fatte conoscere per agevolare come possibile il loro successo.
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altro intento dichiarato è aiutare a mettere a fuoco alcuni temi che pur essendo di dominio pubblico non ottengono l'attenzione che secondo me dovrebbero per i risvolti e le influenze che hanno sulla nostra vita.

venerdì 6 aprile 2012

il diavolo sta nei dettagli. CO2.


350 parti per milione è il massimo sopportabile per il pianeta. 350 sono le parti per milione di anidride carbonica nell’atmosfera che siano sopportabili perché la vita sia sostenibile e la terra non si surriscaldi.
è un confine.
difficile rendere in modo più efficace l'attuale situazione di caos nella gestione delle attività umane sulla terra e le risibili reazioni che stiamo predisponendo con il classico ritardo. senza arrivare anche a chi ci specula sopra. pensando di essere furbo.
e infatti la temperatura cresce e i danni si fanno sempre più incalcolabili. mentre ci occupiamo di altre futilità. siamo distratti da troppi disastri.
ospito questa corrente di sensibilizzazione sull'argomento con questi siti che ne evidenziano il meccanismo.
il video ben sviluppato corre su diverse componenti ed in particolare su come oggi sia oggetto di trading tra chi produce CO2 e chi ne può vendere quote da far consumare da altri. tra chi inquina con l'autorizzazione e chi vende la sua impossibilità di farlo. solo solo 9 minuti...


         http://co2now.org/



lunedì 26 marzo 2012

we are only humans.

siamo solo umani.
indaghiamo con queste immagini il senso della vita in giro per il pianeta attraverso le sue genti, nella molteplicità delle sue culture e le drammatiche esperienze a cui siamo soggetti.
c'è qualcosa che ci unisce nel profondo e passa sopra l'infrastruttura a cui ci attacchiamo per dare corpo al nostro essere. bandiere, religioni, classi sociali, razze, età ecc sono incidentali. 
l'esperienza come essere umani è trasversale ed unisce elementi inconciliabili apparentemente tra loro se ci si ferma alla superficie.
sappiamo ascoltarci? 

dinamica della crescita della popolazione mondiale

torno sull'argomento perchè ho trovato questo minivideo dell'economist dove descrive molto bene l'evoluzione della crescita della popolazione mondiale e le sue prospettive future alle attuali percentuali di incremento.
conferma anche quanto avevo già trovato e descritto come informazioni.

giovedì 15 marzo 2012

sovrappopolazione: l'ultimo tabù

  
Mother: Caring For 7 Billion from Tiroir A Films on Vimeo.


la terra è piena.
piena di noi. delle nostre esigenze. dei nostri scarti. dei nostri sprechi.
do per scontato ormai i contenuti per i quali cominciamo a stare un pò stretti sul nostro pianeta preferito.
ne illustro io stesso in continuazione i diversi aspetti.
il tema in occidente comincia ad essere trattato sempre più e i dati a sostegno non mancano.
il nostro consumo ha passato la disponibilità delle risorse e siamo già nella fase oltre il picco in molte commodity. molto si può fare in termini di distribuzione visto che ogni persona al mondo che non ha il necessario è un insulto all'umanità. si produce per esempio cibo per 12 miliardi di persone, ma se ne butta via circa il 40% in occidente. e abbiamo 1 miliardo di persone che non accede regolarmente al cibo. (dati FAO)
tutti questi temi stanno rendendo molte amministrazioni nazionali molto nervose, la paura di non sapere come reagire cresce e nel dubbio passano ad armarsi. ma quella strada, la strada dell'ignorante, come sempre, non risolverà.
la paura è utile invece all'uomo quando la usa per meglio organizzarsi e prepararsi con lungimiranza.
e un pensiero non può non essere fatto alla geometrica crescita della popolazione a livello mondiale.
è vero che alcune società come la giapponese o anche l'italiana si sta assistendo ad un appiattimento della curva di crescita e sull'onda di un maggior benessere si legge che il pianeta stesso potrebbe assistere sempre verso il 2050 allo stesso effetto. ma come arrivarci è oggetto di sempre maggiori ansie.
i nostri figli ci chiederanno cosa facevamo nel 2012. quando abbiamo avuto il terzo decennio consecutivo più caldo di sempre con il CO2 incontrollato, mentre gli oceani acidificavano, la fauna andava in estinzione anche solo per mancanza di spazio vitale, le foreste venivano decimate, i picchi delle materie stavano visibilmente passando, la gente impazziva in piazza senza ricordarsi più neanche perchè protestava.
argomento scomodo, troppa popolazione. venendo al punto, come regolare le nascite? quando sarà un argomento? è lecito anche solo ipotizzarlo allo stato delle cose visto che il pianeta tollera già agli attuali consumi non più di 5 miliardi di persone?




mercoledì 25 gennaio 2012

it's a girl. 3 parole per una fine all'inizio, a volte.



in un mondo che come popolazione cresce numericamente a dismisura rispetto alle proprie capacità di digerire l'impatto nel suo ambiente si generano inevitabilmente delle distorsioni che sono abominevoli.
quando i numeri si fanno importanti l'effetto è incredibile. sono infatti 200 milioni le bambine che vengono abbandonate o soppresse al mondo oggi alla nascita.
nelle realtà contadine potendo o dovendo avere un numero relativamente contenuto di figli, è il maschio che risulta più gradito per via dell'aiuto che può portare al nucleo familiare con il suo lavoro. non esiste magari la possibilità di fare facilmente dei test diagnostici prenatali così come valutare metodi contraccettivi.
in aggiunta non aiuta il fatto che culturalmente nella maggior parte delle società in crescita le donne sono emarginate dalla maggior parte dei lavori e destinate anche a meccanismi di dote o simili.
la liberazione della donna in occidente non è poi avvenuta molto tempo fa e dopo un lungo cammino di emancipazione in europa i primi paesi diedero il voto solo dopo il 1900. l'italia nel 1946.
posto questo valido documentario realizzato proprio per sviluppare una coscienza globale sull'argomento per consentire passi avanti culturali nelle società. utile anche per noi, per ricordarci quanto rimane grande il pianeta. infondo raggiungiamo con 10 ore di volo paesi lontani anche più di cento anni. ma è sempre un incontro con se stessi e la propria cultura.

martedì 10 gennaio 2012

....still learning!

oggi è il mio compleanno.
festeggio allora con qualcosa di ludico questo mio blog. e saluto con speranza questo 2012.

il nostro blog è stato visualizzato davvero un numero considerevole di volte, in termini di migliaia, e trovo curioso, anche da paesi come il brasile, la russia, giappone, ucraina....decine di volte.
500 volte solo dagli stati uniti.
saranno tutti interessati ai miei argomenti? lo spero, ma pensare male si fa anche presto. pazienza.
questo video è come vedo la vita, una grande occasione di imparare qualcosa di buono.
lancio a tutti la speranza di rimanere ad imparare quante cose stupende si possono fare con le indubbie capacità umane. e pazienza per quello che non funzionerà.  impareremo?


martedì 27 dicembre 2011

il meglio del 2011

sempre guardarsi indietro. c'è sempre qualcosa da imparare, da capire, tra quello che abbiamo visto o vissuto.
c'è sempre qualcosa da reinterpretare nella nostra memoria e per certi versi si può viverlo in modi diversi, lo stesso accadimento. si viene portati a non avere memoria storica, a rimanere infanti per lo più, ma il rischio è quello di venir fregati sempre nello stesso modo.
con vecchi trucchi.
viviamo sempre senza tempo, tutto d'un fiato, come se ci fosse sempre qualcosa di importante da fare. ma magari talvolta è meglio fermarsi un secondo e cercare di capire che cosa sia appena successo, per quanto pregna sia la nostra vita. sostituiamo  l'incapacità di comprendere autonomamente quello che succede con l'eccesso di azione. un esempio può essere anche la primavera araba. grazie alla tecnologia dei social virali ha potuto esprimersi come rivolta, ma riuscirà ad esprimere una nuova direzione organizzativa civile per esempio? una proposta  costruttiva? e i nostri vari occupy wall street sapranno ugualmente andare oltre l'indignazione?
mentre ognuno fa del suo meglio nel suo intimo, qui lancio  invece i momenti che abbiamo vissuto nella coscienza collettiva, mediatica, storica e altro.
tra i vari giornali che rappresentano l'epoca che viviamo il time è sempre stato un fulcro.
un pò per gioco alla fine dell'anno raccoglie per categoria i dieci "meglio" di tutto.
un pò americanocentrico, certo, ma alla fine come molto della nostra cultura mondiale. per ora.
così, tra i migliori pentimenti, rimango impressionato per le scuse con inchino del ministro del commercio giapponese per aver chiamato fukushima "una città della morte".
nelle scoperte mediche un vaccino per la malaria. negli scandali quello del tabloid inglese di murdoch. nella cronaca non raccontata l'immolazione dei monaci tibetani. e così tanti altri andrebbero sviscerati davvero visto che le interpretazioni continueranno per anni.
completa rassegna qui : time
ma concludo con il potere evocativo dell'immagine qui : photo 
è stato davvero un altro grande anno. averci capito qualcosa...

ancora sul land grabbing.


a questo link il servizio:  corsa alla terra - report rai

lo scorso luglio registravo una serie di segnalazioni sulla    questione dell'accaparramento delle terre, ma mi viene  bene riprenderlo grazie ad una interessante puntata del  sempre stimolante "report" della rai che spero sia stata vista da quante più persone possibile. sempre  recuperabile grazie al sito della rai : report.rai.it
l'interdipendenza degli argomenti trattati è sottolineata da questo servizio che partendo dalla crisi finanziaria coinvolge la produzione di beni agricoli, lo sviluppo dei biocarburanti alternativi, l'eliminazione delle foreste pluviali come degli habitat del regno animale, le rivolte medio orientali, l'accaparramento delle terre africane e la fame delle economie dei paesi emergenti.
io, come opinione personale, contesto come dice report che la spinta primaria sia la mera speculazione finanziaria come principio di attivazione del processo.  lo trovo demagogico e fuorviante. più concretamente punterei invece il dito sul fatto che la popolazione mondiale ormai ha superato i 7 miliardi di persone e che grazie allo sviluppo della globalizzazione è raddoppiato il numero delle persone che possono accedere a beni e servizi al livello degli occidentali. questo porta una spinta sui consumi mai registrata prima nella storia dell'uomo così come la fame di territori per lo sviluppo. come in molti altri argomenti però, mentre l'attività umana dispone di una specie di mercato libero per potersi giustamente organizzare come convenienza grazie ai differenziali di valore che si possono avere per il mondo, la capacità politica di condurre lo sviluppo ed arginarne le perversioni è invece rimasta allo stato medioevale, con qualche rara eccezione. la frammentazione degli stati sovrani ci relega come singoli pianeti nello spazio e non consente di avere progetti e condividere necessità che invece ormai sono comuni a tutte le popolazioni della terra.
il servizio è comunque efficace e rende l'idea delle interconnessioni a cui non possiamo sfuggire.

domenica 11 dicembre 2011

splendide immagini di david attenborough della bbc!


durban. perchè mai parlare di durban?
si sta concludendo l'ennesima conclave dei bene intenzionati verso l'ambiente e il risultato tende sempre allo zero. quasi sospetta la politica assente dei leaders mondiali. e fanno pena i supposti economisti che non tengono conto della componente economica di non saper rispettare la necessità dell'impatto zero delle nostre attività umane su questo pianeta.
l'impatto zero sarà il debito che non sapremo saldare. altro che quello fatto di carta di cui parliamo di questi tempi.
inutile ingannarsi. il richiamo delle tematiche classiche ecologiste così come l'attenzione su questi temi dell'ecosistema, in tempi di crisi, sembrano sempre un optional ancora più ardito da permettersi.
forse è più il consumo di co2 fatto per la conferenza di durban che quello che viene risparmiato con le loro decisioni.
il fatto è che la coscienza collettiva è lontana. troppo lontana. le necessità di breve termine invece troppo pressanti per la popolazione mondiale. inutile illudersi appunto.
leggo incessantemente degli spazi che vengono a mancare ai residui e stremati polmoni di biodiversità e tengo il conto di quanto territorio ancora viene a mancare. che uomini siamo ad assistere alla scomparsa epocale di animali ed esemplari straordinari che la natura ha saputo creare. l'essere più evoluto, l'orgoglio dell'evoluzione mette la parole fine. è questo l'homo sapiens?
ed allora guardo questo veloce affresco delle sapienti mani di attenborough e penso a quanto sia stato fortunato a poter passare così tanto tempo in tutta la sua vita a riprendere questi miracoli della natura.
bè, buon natale a tutti.

domenica 13 novembre 2011

il guerriero delle sabbie



Cina, "il guerriero delle sabbie" che combatte... di TMNews

fa certamente più rumore una foresta che cade che una pianta che cresce.
ma fintanto che esisteranno uomini come questo signor wang, l'umanità nel suo insieme ha speranza. mr wang, 57 anni, è il direttore del Parco Nazionale Baijitan, una fattoria collettiva nella regione di ningxia della cina del nord spazzato dalle tempeste di polvere che provengono dal grande deserto mongolo.
ha applicato un metodo semplice ma innovativo: recintare le piante con delle griglie di paglia radicate nella sabbia.
uno sforzo che condotto a mano è titanico. per questo wang youde si è guadagnato il nome di "guerriero delle sabbie". ma funziona. ora sono in 450 a lavorarci e contrastano efficacemente il deserto. ogni lavoratore ha un obiettivo annuale di 10.000 buche, piantare 10.000 piante e salvare 10.000 yuan (1.170 euro).